La pillola non va giù
Governo stordito, ma contro la Ru486 si attiva un fronte parlamentare
Il governo non ha ancora una linea ufficiale e il centrodestra è attraversato da umori contrapposti che oscillano tra prudenza e preoccupazione. L’arrivo in Italia della pillola abortiva Ru486 è un caso politico. Fonti ministeriali sostengono che l’esecutivo guidato da Silvio Berlusconi “ha pochi margini di manovra” per bloccare o limitare la diffusione del farmaco che secondo un dossier della stessa ditta produttrice ha provocato finora la morte di almeno ventinove donne. Leggi Cossiga ci spiega che la Ru486 va fermata perché “è contro la 194”
9 AGO 20

Il governo non ha ancora una linea ufficiale e il centrodestra è attraversato da umori contrapposti che oscillano tra prudenza e preoccupazione. L’arrivo in Italia della pillola abortiva Ru486 è un caso politico. Fonti ministeriali sostengono che l’esecutivo guidato da Silvio Berlusconi “ha pochi margini di manovra” per bloccare o limitare la diffusione del farmaco che secondo un dossier della stessa ditta produttrice ha provocato finora la morte di almeno ventinove donne. L’ipotesi di un decreto non è, pare, presa in considerazione nonostante l’esplicita contrarietà alla pillola manifestata dal sottosegretario al Welfare Eugenia Rocella (“un metodo difficilmente compatibile con la 194”) e persino dal ministro Maurizio Sacconi. Il quale ha inviato ieri d’urgenza una lettera all’Agenzia del farmaco (Aifa), esortando l’istituto a una particolare cautela nella compilazione della delibera che accompagnerà la diffusione della pillola. Si ipotizzano inufficiali strumenti di pressione indiretta sull’Aifa, mentre contemporaneamente gruppi di parlamentari si preparano a una campagna di interpellanze per sollevare il tema. E’ la Lega, soprattutto, a promettere battaglia.
L’onorevole Massimo Polledri è il primo firmatario di una mozione, siglata da novantotto parlamentari, mai calendarizzata dalla Camera dei deputati e datata 2008, che avrebbe bloccato l’ingresso della pillola in Italia. Dice al Foglio: “Bisognerebbe che un po’ tutti nel centrodestra riflettessero sul fatto che oltre al Ponte sullo Stretto di Messina e l’aeroporto di Malpensa ci sono altre cose che contano. Questa pastiglietta che si assume per espellere il feto annullando il senso di colpa è pericolosa. Credo che contro la pillola la Lega possa ingaggiare una seria battaglia, anche Umberto Bossi è sensibile a questo tema. Si possono immaginare diverse forme di reazione. E’ necessario un atto di autotutela da parte del Parlamento. Si potrebbe immaginare un decreto del governo, un decreto ministeriale o un atto parlamentare che blocchi la pillola. Ma qualcosa va fatto”. Eppure, dicono, spetta all’Aifa e non al Parlamento stabilire se la Ru486 può essere utilizzata o meno. “Non è certo l’Aifa ad avere il potere legislativo – dice Polledri – Insomma, se domani questi tecnocrati dovessero dire che le camere a gas vanno bene, il Parlamento che fa? Piega la testa?”. Anche il presidente emerito della Repubblica, Francesco Cossiga, intervistato dall’AdnKronos ha detto che “le decisioni sulla vita spettano soltanto al governo o al Parlamento, soggetti legittimati dal voto popolare”.
Sulle stesse posizioni è l’area del Pdl che fa riferimento ideale a Maurizio Sacconi e al sindaco di Roma, Gianni Alemanno. “Soltanto pochi giorni fa la Camera ha approvato una storica mozione che condanna l’aborto come strumento di controllo delle nascite – dice Barbara Saltamartini, il deputato che guida i circoli NuovaItalia di Alemanno – oggi, in piena contraddizione con questo principio si propone una rovinosa scorciatoia verso un aborto quasi completamente omologato a metodo contraccettivo”. Il ministro Andrea Ronchi, considerato vicinissimo al presidente della Camera Gianfranco Fini, è molto netto: “Questa pillola è una scorciatoia verso la tragedia dell’aborto. Rispetto le sensibilità di tutti, ma io mi batterò sempre contro ogni forma di aborto. In tutte le sedi”. Più cauto Adolfo Urso, guida della fondazione finiana FareFuturo e viceministro. “Sono personalmente contrario all’aborto che considero una violenza – dice al Foglio – Ma c’è una legge. Se l’impiego della Ru486 rispetta i dettami della 194 non si può fare niente. Fa bene la chiesa a tuonare, ma fa bene il legislatore a ragionare con indipendenza. Sui temi etici è necessario un disarmo ideologico”.